Associazione di Promozione Sociale ai sensi della legge 7 dicembre 2000, n° 383 - Membro dell'Unione Cremazionista Europea

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La pratica della cremazione è in Italia in costante crescita. Nel 2012 a fronte di 590.000 decessi sono state eseguite circa 91.500 cremazioni, con una incidenza percentuale che supera il 15%.

Questo dato, certamente positivo ed incoraggiante, si caratterizza tuttavia per la sua disomogeneità territoriale. Il Nord Italia è storicamente patria della pratica cremazionista ed infatti l'incidenza percentuale nelle regioni settentrionali si pone ai vertici nazionali. Nelle regioni del Centro Italia le percentuali indicano un significativo e progressivo incremento. Nelle regioni del Sud e nelle Isole si rilevano le percentuali più basse (vedi tabelle allegate).

La natura di queste differenze è da ricercarsi nei diversi percorsi storici e nel diverso radicamento che le tradizioni culturali esprimono e quindi nei distinti codici comportamentali collettivi. Queste eredità ideologiche e di conseguenza rituali, costituiscono inoltre un freno, un ostacolo effettivo alla attività legislativa e normativa di Regioni e Comuni. Il ritardo della attività legislativa e normativa costituisce a sua volta un ostacolo all'attività imprenditoriale.

Queste difficoltà rappresentano il campo di azione della nostra attività,la sfida che ci siamo scelti, il fronte ancora aperto davanti a noi.

Dati più significativi sulla situazione funebre e cimiteriale in Italia:

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