Federazione Italiana per la Cremazione

Associazione di Promozione Sociale ai sensi della Legge 7 dicembre 2000, n. 383

Membro dell’Unione Cremazionista Europea

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Testamento biologico e direttive anticipate

In questi ultimi anni, parallelamente all'evoluzione dell'Ordinamento Giuridico, si sono affermate le istanze dei cittadini tendenti ad un sempre maggiore governo individuale di quelli che con una locuzione onnicomprensiva vengono definiti "eventi di fine vita".

 

Si tratta di un vero e proprio movimento culturale, con una forte caratterizzazione etica, che pur partendo da soggettività molto diverse tra loro esprime l'esigenza di dare una risposta anche normativa ai bisogni inerenti la pluralità di atteggiamenti nei confronti della malattia grave, dell'applicazione di terapie e del mantenimento in vita in condizioni che ledono la dignità della persona (si pensi ad esempio allo stato vegetativo permanente).

 

Nella sostanza, è emersa l'esigenza, sempre più avvertita sia dai sanitari che dai cittadini, di poter disporre della facoltà di redigere un documento revocabile, datato e sottoscritto, con il quale una persona, dotata di piena capacità di agire, manifesta la propria volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o non desidererebbe essere sottoposta nel caso in cui, nel decorso di una malattia o a causa di traumi improvvisi, non fosse più in grado di disporre il proprio consenso o il proprio dissenso informato. Tuttavia, questo bisogno non ha ancora trovato una risposta legislativa.

 

Le Società per la Cremazione e la Federazione Italiana per la Cremazione sono i precursori del dibattito che sta coinvolgendo oggi medici, scienziati, giuristi, politici e persone comuni. Da sempre in prima linea nella difesa dell'autodeterminazione, dell'autonomia e della dignità della persona, senza le loro storiche battaglie di civiltà, l'attuale presa di coscienza collettiva probabilmente farebbe fatica ad affermarsi.

 

Il pensiero cremazionista in ciò dimostra tutta la sua modernità e attualità. Di fronte ai progressi della tecnologia e della scienza medica, che possono mantenere in vita quelli che ormai sono solo dei corpi, in ultima istanza la decisione deve essere saldamente nelle mani della persona.

 

Le direttive anticipate, come preferiamo chiamarle per accentuare le loro caratteristiche di autodeterminazione e potenziale vincolo per gli altri, non sono che il manifestarsi di una lotta centenaria per il progresso e la libertà di scelta.

 

Per approfondire

 

 

* L’immagine è un particolare del ritratto di Carolina Zucchi a letto di Francesco Hayez (1825)